mercoledì 21 ottobre 2009
...è tanto tempo che non scrivo...
Lo quoto in pieno.
Buona lettura!
"Tempo fa mi sono ritrovato a discutere con una bellissima ragazza del valore dei sensi. Lei, citando Ghandi, mi disse: “Chi non controlla i propri sensi è come colui che naviga su un vascello senza timone, destinato quindi a infrangersi in mille pezzi non appena incontrerà il primo scoglio.”
Io non ero affatto in accordo con questa frase, i sensi sono lo specchio su cui si riflette il mondo, la percezione passiva di qualcosa che sta al di fuori di noi.
Non possiamo controllare i nostri sensi così come non possiamo avere certezza della realtà che ci circonda. Inoltre passiamo la vita a confondere i nostri sensi e spesso dimentichiamo che quando qualcuno vorrà ingannarci lo farà cominciando proprio dai sensi.
Tuttavia controllando la volontà dietro le nostre azioni i sensi divenentano solo accessori. E’ la volontà che “perfora la roccia” anche quando i sensi saranno confusi.
Onestamente non so perchè invece di invitarla fuori mi sono dilungato in questa strana diatriba tra sensi e volontà, forse il mio “sesto senso” suggeriva prudenza e così mi sono limitato a raccontare una delle leggende che mi è più cara e che forse non è cosi nota come credevo.
Ecco la leggenda da cui trae origine il detto “La volontà perfora la roccia“:
«In un villaggio indiano la giovane sposa di un cacciatore venne assalita ed uccisa da una tigre. Il marito, sconvolto dal dolore per l’amata, afferrò il proprio arco e si lanciò nel fitto della foresta per uccidere la tigre.
La rabbia e la tristezza avevano rapito la mente del giovane che ormai null’altro bramava che vendicare la propria sposa. Corse giorni interi senza riposare nel suo inseguimento. La fatica assalì il suo corpo ma il desiderio di punire la bestia lo sostenne incrollabilmente.
All’improvviso il cacciatore, stremato e furente, vide la tigre nascosta tra le fronde. Incoccò la freccia ed in essa riversò tutto il suo odio, tutta la sua tristezza per la donna amata e perduta. La freccia sibilò nella gingla quasi animata di vita propria bramando di colpire il bersaglio con tutta la furia di colui che l’aveva scagliata.
La freccia si abbattè con un suono violento sulla tigre ed affondò nelle sue carni per metà della sua lunghezza.
Il cacciatore abbassò l’arco ed ormai svuotato dai suoi tormenti si abbandonò alla fatica. Ma, alzando lo squardo, rivede la tigre, immobile nella giungla trafitta dalla freccia. Perchè non si era mossa? Perchè non era crollata morta? Il giovane allora si avvicinò alla bestia e solo allora si rese conto del suo errore. La tirgre era solo un masso che della bestia aveva la forma. Ma la freccia era conficcata profondamente in essa, non era rimbalzata nè si era spezzata. La volontà del giovane era stata tanto forte da fargli perforare la roccia.
Il cacciatore si rese conto allora dell’inutilità della sua vendetta e decise di fare ritorno alla propria casa per piangere l’amata. Da allora, tuttavia, si diche che la voltontà perfori la roccia.»
“Volere è potere”. La volontà è potente, persino la potenza del destino prende il nome di volontà divina. La volontà è, contrariamente ai sensi, dentro di noi, potenzialmente sotto il nostro pieno controllo, siamo noi a crearla e ad alimentarla. Non è una manifestazione passiva del mondo ma bensì un nostro atto volontario.
Ma il difficile di controllare la volontà e capire ciò che realmente si vuole. “Cosa voglio davvero?” Questa è la domanda da porsi, la stessa con cui mi sono interrogato guardando la ragazza andar via ancheggiando mentre, con quello strano sorriso ammiccante, trascinava piacevolmente i miei sensi verso gli scogli."
mercoledì 18 febbraio 2009
Tanti Auguri Ale!

A volte mi sorprendo ancora di come il Principio di Indeterminabilità degli Eventi, abbia condizionato la mia vita.
Faccio spesso riflessioni riguardo allo scorrere del Tempo, mi diverte molto individuare le abissali differenze con cui lo percepiamo!
A chi non è successo ?
Ore intere che sembrano volare come minuti, giornate interminabili che sembrano non finire mai, attimi che durano per sempre come se il Tempo ci avesse dato la clemenza di fermarsi, solo per noi, solo in quel istante, solo poche volte nell’arco di una Vita intera.
Un’ Anno…
Scadenziamo le nostre vite in base ai Compleanni.
-Quanti anni hai?- , - Quand’è il tuo compleanno? –
Biologicamente il genetliaco viene stabilito al momento in cui la Madre dà alla luce il proprio figlio.
In realtà siamo in vita da più tempo, circa 40 settimane. Questo già dovrebbe farci capire il margine d’errore nel calcolo della nostra età, se non altro considerando quella del nostro corpo.
Ci siamo mai fermati a considerare un aspetto decisamente molto più importante dell’età biologica? Quanti anni ci sentiamo addosso? Quanti ne ha il nostro Io ?
Sfortunatamente (o fortunatamente?) non esiste un metodo altrettanto scientifico e valido per calcolarla in maniera univoca.
Nessuna formula preconfezionata, nessun algoritmo, nessuna operazione algebrica.
Semplicemente varia…
Varia da persona a persona, da Vita a Vita, di evento in evento.
Probabilmente, senza farsene una precisa ragione o tentare di darsi una spiegazione, ognuno di noi ha percepito questa “Crescita”.
Eventi dolorosi che ti fanno crescere, Gioie e forti emozioni che ti restano dentro e ti segnano, Partenze, addii, arrivi, città , luoghi, persone, lavori…
Tutto ha contribuito nella Vita di ognuno di noi a determinare il nostro grado di crescita, il fattore non calcolabile come dicevamo sopra che genera la nostra età non biologica, quella mentale.
A volte questo processo è lento, a volte è veloce, altre è velocissimo.
Chissà per quale arcano motivo io rientro nella terza casistica. Velocissimo.
Spesso mi sono interrogato sul perché, sul per come di tante cose che mi sono successe sino a quando, esattamente dodici mesi fa, a molte di queste domande ho dato una risposta.
Quest’anno è stato molto importante per me, credo di essere cresciuto moltissimo, di avere compreso tanto di me e di avere dato tante risposte alle mie mille domande.
Oggi è il mio compleanno.
Non quello Biologico, ma quello mentale.
Nessuno può sapere, a parte me, quello che nella mia testa è successo in questo anno, per cui nessuno sa che oggi è il mio compleanno!
Ma io lo so.
Tanti Auguri Alessandro, vai avanti così che sei forte !!
giovedì 12 febbraio 2009
C'è Sempre un Motivo...
Lascio ad ognuno di voi l'interpretazione personale...
"Se rido se piango ci sarà un motivo
se penso se canto mi sento più vivo
se vinco se perdo rientra nel gioco ma in fondo mi basta che mi pensi un poco
Se guardo se sento è perchè ci credo
se parlo e ascolto è perchè ci vedo adesso
se pensi che sono appagato hai fatto un errore non ho ancora finito
Se grido più forte è per farmi sentire E poi mi conosci, non amo mentire
Se cerco ancora la strada più breve Lavoro di notte, ne ho date di prove
E cammino cammino quando il sole è vicino e stringo i denti quando tu non mi senti e cerco di stare un pò più tranquillo se intorno la vita mi vuole che oscillo E cammino cammino vado incontro al domani mi sento più forte se ti tengo le mani e cerco e o m'invento, stravolgo la vita perchè tu non dica stavolta è finita.
Se penso se dico c'è sempre un motivo
se a volte mi estraneo è perchè non approvo e cerco parole che diano più senso aspetta un momento adesso ci penso ecco ci sono c'è sempre un motivo a volte nascosto a volte intuitivo dipende dal caso oppure è già scritto ed ora ad esempio non so se ti aspetto...e
Cammino cammino quando il sole è vicino e stringo i denti quando tu non mi senti e cerco di stare un pò più tranquillo se intorno la vita mi vuole che oscillo
E cammino cammino vado incontro al domani mi sento più forte se ti tengo le mani e cerco e o m'invento, stravolgo la vita perchè tu non dica stavolta è finita. Se penso e mi sento un pò più nervoso è solo un momento che sa di noioso poi passa poi torna non so come dire c'è sempre un motivo...per tornare a capire"
venerdì 28 novembre 2008
Ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,non scambierei i dolori del mio cuorecon le gioie del mondo intero.
Kahlil Gibran
giovedì 20 novembre 2008
Quel Posto che non C'e'...
Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po' mi riconosci o in fondo un altro c'è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po'
mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie
potessi trattenere il fiato prima di parlare
avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te
potessi trattenere il fiato prima di pensare
avessi le paorle quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me bellezza in fondo poi non è
bocca dentro bocca e non chiederti perchè
tutto poi ritorna
in quel posto che non c'è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia
potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c'è
ha ingoiato tutti tranne me
dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c'è
hai mandato solo me
solo me solo me solo me solo me..
(NEGRAMARO)
giovedì 24 luglio 2008
Annuntio Vobis Gaudium Magnum; Habemus Rogito!

venerdì 4 luglio 2008
Genetica

Tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
"La genetica, (dal greco gennao γεννάω = dare vita, generare) è la scienza che studia i geni, l'ereditarietà e la variabilità genetica degli organismi. Il campo di studio della genetica si focalizza dunque sulla comprensione dei meccanismi alla base di questi fenomeni, noti sin dall'antichità ma non spiegati fino al XIX secolo, grazie ai lavori pionieristici di Gregor Mendel, considerato per questo il padre della genetica. Egli infatti per primo, pur non sapendo dell'esistenza dei cromosomi e della meiosi, attribuì ai 'caratteri',ì ereditati in modo indipendente dai genitori, la proprietà di determinare il fenotipo dell'individuo." [...]
Ebbene, lo scorso weekend ho avuto la dimostrazione che la Genetica è una scienza esatta.
Come si spiegherebbe altrimenti che due persone, lontane per 33 anni si riconoscano vicendevolmente nei modi di fare, modi di essere, modi di pensare.
L'empatia ed il legame cognitivo creatosi immediatamente non si potrebbe spiegare altrimenti.
Se da un lato questa cosa mi impressiona, dall'altro mi affascina e mi da tante spiegazioni. Spiegazioni ai mille perchè di 33 anni di vita...
In effetti c'e' un paragone che mi sovviene alla sensazione provata.
Accadde tanti anni fa, quando scoprii di essere miope. Mi portarono da un'oculista a fare la vista ed ordinammo gli occhiali. La sensazione che ebbi appena uscito dall'Ottico una volta inforcati gli occhiali si può descrivere con : "Ehi !! Hanno acceso la Luce! "
Tanti contorni sfocati diventano ad un tratto nitidi, netti e definiti, tante cose che a distanza non vedevi bene, ti appaiono così chiare ed evidenti che quasi ti dici : "Ma come facevo a non vederle prima?".
Ebbene, basti applicare questa esperienza non alla vista ma ad un'intera Vita, per avere una VAGA idea di cosa mi è accaduto.
Tutt'ora un turbinio di emozioni e sentimenti, a volte confusi a volte ben definiti, si alternano in me.
Ma adesso ci vedo. Adesso ho tutto chiaro.
