venerdì 13 giugno 2008

Niente paura!


Tratto da http://www.wikipedia.it

Le origini della superstizione contro il numero 13 non sono note. Un fatto forse rilevante è che il 13 è il successore di un numero altamente composto, il 12, che è considerato positivo in molte culture. Un insieme di 12 elementi si può infatti dividere in parti uguali in molti modi (per due, tre, quattro o sei); un "tredicesimo" elemento che si aggiunga a questo insieme lo "spaia" irrimediabilmente, impedendo qualunque suddivisione equa (13 è un numero primo).
L'antipatia per il 13 ha radici antichissime, religiose e mitlogiche. Già nel Codice di Hammurabi (1686 a.C. circa) manca il numero 13 nell'elenco numerato delle leggi. Nella mitologia norrena, Loki (subdolo, traditore e malvagio) era il tredicesimo dio. Un celebre riferimento al 13 nei Vangeli riguarda l'Ultima Cena, in cui Giuda Iscariota fu il tredicesimo a sedersi a tavola. Sempre nel cristianesimo, Satana viene descritto come il "tredicesimo angelo".
È stato fatto inoltre notare che, in alcuni anni, i calendari lunisolari presentano 13 mesi, mentre il calendario Gregoriano e il calendario Islamico hanno sempre 12 mesi in ogni anno.
Un altro elemento che contribuisce a rendere il 13 temuto è la data, un venerdì tredici, nella quale furono arrestati in massa i famosi Cavalieri Templari, osteggiati dal Re Filippo il Bello.

mercoledì 11 giugno 2008

Itaca....


Lo sfratto incombe!!!

Ormai non siamo più proprietari di una delle due case, la mia "alcova" sui Navigli presto cambierà padrone...

In compenso, ieri, un'amica mi ha mandato questa bellissima poesia che riporto...



Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga e fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resterà alto e il sentimento fermo guiderà il tuo spirito e il tuo corpo..
Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle, coralli, ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara molte cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il tuo pensiero costante.
Soprattutto però non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo,per anni. Fai in modo che solo da vecchio tu metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
E se la troverai povera,diversa da come la immaginavi, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare, il tuo viaggio, la tua meta.
(Costantino Kavafis, Itaca)